12 Giugno 2020

Pisa riparta dalla cultura!

“Anche Pisa Jazz si unisce al coro degli operatori culturali della città. Abbiamo bisogno di confronto, risposte certe e misure veramente straordinarie affinché alcuni dei più importanti promotori di quella cultura plurale che una città come Pisa non può permettersi di perdere, non siano costretti a ridimensionare drasticamente la propria attività se non a chiudere definitivamente. Quando non ci saranno più festival, locali, circoli… che cosa ne sarà dei lavoratori di questo settore? Che cosa ne sarà degli artisti che in questi luoghi si esibivano quotidianamente? Che cosa ne sarà del futuro culturale di questa città?”

A pochi giorni dall’inizio della fase 3, mentre timidamente la città riparte, emerge con maggior forza e drammaticità l’emergenza economica, sociale e culturale che attraversano molti settori strategici, compreso il comparto culturale nel nostro Paese e nella nostra città.
Come già ampiamente espresso, Pisa è una città che ha un sistema culturale che impegna centinaia di persone tra locali, teatri, cinema, associazioni, compagnie teatrali e di danza, artisti, musicisti, progettisti, fornitori, tecnici e operatori. Centinaia di persone che rappresentano un ricco settore economico di questa città.

In questi mesi da un lato si sono moltiplicati gli appelli del comparto culturale, dall’altro abbiamo appreso, sia dalla stampa locale sia dalle interlocuzioni avute con l’Assessore di riferimento, alcune misure per fronteggiare nell’immediato la cogente crisi del comparto culturale, quali contributi per gli affitti, eventuali misure di supporto agli artisti pisani e ipotesi di eventi e manifestazioni culturali presso il Giardino Scotto con il possibile coinvolgimento di artisti e/o operatori culturali.

Pur apprezzando la bontà delle misure suddette, sulle quali tuttavia mancano ancora una serie di dettagli non trascurabili, sia dal punto di vista dell’impegno di spesa che dal punto di vista organizzativo-logistico, riteniamo che sia necessario che quest’Amministrazione metta in campo un piano di intervento strategico a più velocità, che tenga insieme sia le azioni da attivare nel brevissimo periodo, sia iniziative da avviare nel medio periodo per accelerare i processi di ripartenza post emergenza e per evitare il dissolvimento di tanti soggetti che operano nel settore della cultura cittadina. Riteniamo inoltre che qualsiasi intervento straordinario non possa essere attuato distogliendo risorse dall’ordinario. La logica di qualsiasi sostegno emergenziale è garantire l’esistente affinché il sistema non collassi e integrare l’intervento con fondi ulteriori allargando le maglie dell’accesso ai contributi per aiutare anche chi prima non ne godeva a causa di requisiti troppo stringenti.

Potremmo citare molti esempi di regioni e comuni che hanno stanziato ingenti fondi straordinari per la cultura (Puglia, Lazio, Lombardia, Comune di Milano, Comune di Bari, solo per citarne alcuni). Confrontando questi esempi con il caso pisano ci accorgiamo subito che qualcosa non torna. Nel 2019 oltre al bando per le associazioni culturali sono stati fatti investimenti per la realizzazione degli spettacoli estivi in piazza dei Cavalieri e Largo Ciro Menotti. La somma degli investimenti fatti per queste attività con il contributo alle associazioni del 2019 supera di gran lunga il totale dell’investimento “straordinario” del 2020.
Di straordinario per il momento c’è solo che in una situazione di emergenza come questa i fondi destinati alla cultura sembrano diminuire invece di aumentare, nonostante la sospensione a livello europeo dei patti di stabilità.

Pensiamo fermamente che la mancanza di coordinamento con tutto il complesso comparto culturale o la semplice attesa, possano avere quale unico risultato un disastro in termini economici e sociali e ancor di più, aggravare irrimediabilmente gli effetti del fenomeno epidemico sulla struttura culturale della nostra città.

Per tutto ciò riteniamo necessaria la convocazione in tempi brevi, di un Tavolo istituzionale del settore cultura con la presenza di tutti gli assessori di riferimento (Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo e Commercio) e del Sindaco. Solo un confronto e un lavoro comune possono trovare le soluzioni necessarie all’emergenza di questi mesi.

Ritenendo parziali le risposte fino ad ora ricevute riteniamo importante porre alcune questioni da iniziare ad affrontare in un tavolo istituzionale stabile:

1. Politiche per il settore cultura: fondi ordinari e straordinari per il biennio 2020-22;

2. Chiarezza sulle idee progettuali, modalità, forme e tempistiche, che l’amministrazione intende adottare sia nel breve (estate 2020) che nel medio periodo (2021-2022) per sostenere e supportare il comparto culturale cittadino coinvolgendolo direttamente nella progettazione degli eventi culturali cittadini;

3. Recepimento delle linee guida regionali, concertazione su: forme, modi e tempi per le riaperture, sanificazione e ripresa delle attività e degli spazi culturali cittadini soprattutto relativamente al periodo autunno 2020.

Fortemente convinti che solo una progettualità plurale e condivisa possa evitare il collasso dell’intero comparto culturale pisano e un disastro in termini occupazionali, pensiamo che sia doveroso mettere insieme tutte le energie cittadine affinché Pisa possa e debba ripartire anche e soprattutto dalla cultura.

Lumiere Pisa, Exwide, Borderline Pisa, Caracol Pisa, Leningrad Café, Pisa Jazz, Associazione Pisa Folk, Teatro Sant’Andrea-Sacchi di Sabbia, Cinema Arsenale, Teatro Nuovo Pisa, Carlo Ipata (Auser Musici), Navig Arte – Movimentoinactor, Concorda – Residenza Artistica Pisa/Siena